Da alcuni mesi ormai transistor sta collaborando come partner tecnico per la facilitazione della Costituente di Ecosistema Futuro, percorso di co-progettazione intergenerazionale avviato a luglio 2026 e promosso da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) per definire l’architettura, le regole e i temi della prima Assemblea Nazionale sul Futuro, che si terrà a Parma nel 2027. Condividiamo di seguito gli ultimi aggiornamenti comunicati da ASviS
“Guardare oltre l’emergenza, immaginare dove vogliamo essere tra trent’anni e alle giovani e ai giovani un ruolo da protagonisti nella costruzione del futuro. Sono alcuni dei temi emersi dalla presentazione alla Camera dei Deputati, il 23 settembre, della Costituente e del percorso verso l’Assemblea Nazionale sul Futuro, promossi dall’ASviS nell’ambito di Ecosistema Futuro.
Presentata alla Camera l’Assemblea sul futuro
Ad aprire i lavori, moderati dalla giornalista e fondatrice di Strategic Partners Manuela Rafaiani, è stato il vicepresidente della Camera Sergio Costa. “Sono lieto di sapere che c’è un percorso fondato sugli under 35. Mi piace molto questa idea e mi piace conoscere una visione che punta a costruire il futuro. Serve una visione di sano pragmatismo. Nella scorsa legislatura, con il contributo di tanti, abbiamo modificato l’articolo 9 della Costituzione, e oggi le future generazioni rappresentano un gancio”.
Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, ha ripercorso la genesi e le radici culturali dell’Assemblea. “L’iniziativa non è estemporanea, ma si colloca all’interno di Ecosistema Futuro, che ha un obiettivo ancora più ambizioso: portare il futuro al centro del dibattito del Paese. Si legge spesso che c’è un eccesso di short-termismo e questo spinge a non avere un atteggiamento da cui derivano scelte lungimiranti. L’ASviS fin dal 2016 aveva proposto di cambiare la Costituzione, tutto questo è arrivato nel 2022 con il riferimento all’interesse delle future generazioni. Un passo importantissimo, ma non basta. Per questo abbiamo stimolato il governo a introdurre la Valutazione d’impatto intergenerazionale”. Giovannini ha sottolineato che “realizzare questo cambiamento epocale è compito dei partiti ma anche di tutta la società”.
In questo quadro si inseriscono inoltre le “Piazze sul Futuro” promosse da Ecosistema Futuro. “Se ne sono svolte sei, una ventina sono programmate nelle prossime settimane, è un format che coinvolge giovani e non solo. Una sorta di ‘audizioni’ parlamentari per ascoltare. Il successo di queste iniziative ci dice che forse stiamo interpretando la sensibilità di cambiare le cose”. E proprio mentre alla Camera si presentava il percorso, la Costituente, composta da 40 giovani under 35 e 12 mentor, ha tenuto la sua seconda sessione plenaria.
Elena Cattaneo, senatrice a vita e mentor della Costituente, si è soffermata sul ruolo della scienza per realizzare futuri desiderabili. “È quello di mettere a disposizione un metodo. L’idea qui è forte: si tratta di rendere i giovani protagonisti del proprio futuro. L’esperimento è ben strutturato e il contenitore è importante, è uno spazio neutro giovane che porterà all’Assemblea Nazionale sul Futuro per poi aprirsi a confronto istituzionale”. Sul compito dei mentor, Cattaneo ha osservato: “Non è certo quello di dare risposte, ma di contribuire a liberare lo spazio affinché le domande possano crescere, ramificarsi ed emergere e consolidarsi”.
Poi la senatrice a vita si è rivolta direttamente al pubblico: “C’è una domanda che non vedo mai emergere: ma noi come Paese dove vogliamo essere tra 30 anni, dove vogliamo primeggiare, cosa vogliamo insegnare agli altri nel mondo? Vogliamo essere quelli che curano il maggior numero di malattie? Inventare materiali nuovi o inesistenti? Essere quelli che inventano le migliori strategie di presa in carico degli altri, dei più fragili? Perché il nostro progetto per il futuro ancora non c’è”. E sul rapporto tra futuro e giovani ha concluso: “Il cervello dei nostri giovani è il bene più prezioso del nostro Paese”.
Sono quindi intervenuti Alice Morabito ed Eugenio Russo, presidenti della Costituente. “Con i miei coetanei c’è tanta discussione sul futuro”, ha detto Morabito. “Nella scelta dell’università c’è un misto tra entusiasmo e preoccupazione. Sono onorata di aver assunto il ruolo di presidente, in questi incontri ho potuto notare quanta voglia di mettersi in gioco ci sia, voglia di agire e di creare qualcosa di concreto. Il punto forte della Costituente è la diversità: età e provenienza geografica diversa, con un obiettivo unico: prendersi cura del nostro futuro, creare insieme qualcosa di positivo”.
“La parola futuro negli ultimi anni è stata troppo abusata”, ha osservato Russo. “Serve uno spazio dove i ragazzi vogliano avere voce in capitolo per progettare cose che magari nel 2050 o 2060 saranno realizzate. Non è politica, preferisco chiamarlo percorso di dialogo per generare opportunità“.