Si è svolta il 30 novembre 2025 a Venezia la prima edizione di Manifesti in Azione, un’iniziativa nata per realizzare collettivamente manifesti urbani volti a stimolare riflessioni sui grandi temi della nostra epoca. Un progetto che ha visto nella giornata veneziana la sua “puntata pilota”, e che nei prossimi mesi potrebbe veder luce, speriamo, in altre città. Se questo primo episodio poteva essere considerato un test, l’esperimento è assolutamente riuscito.
Tra le persone partecipanti si contano esponenti SUMUS, Appalti – Comune di Venezia, UN-water, Collettivo CSO Pedro, ETRA Spa, UNESCO Ocean, B&B Venezia Naturalmente, e ovviamente Transistor.
L’incontro partiva con obiettivi molto precisi: da un lato verificare quale fosse domanda guida condivisa (“c’è bisogno di tutt* per cambiare tutto?”) e chiarire cosa si intende con paradigma sociale. Dall’altro avviare un laboratorio creativo, attraverso un brainstorming di frasi e immagini, fino all’effettiva composizione grafica di poster.

Manifesti e riflessioni
Durante la fase di brainstorming, sono emerse delle tematiche cardine che hanno caratterizzato il dibattito. Di seguito una sintesi per punti essenziali:
- “Tutt*” vs rappresentatività: Non è realistico/necessario “essere tutt*”, ma includere voci rappresentative (specie gruppi spesso esclusi: es. comunità indigene).
- Critica all’idea di obbligo (es. voto): valorizzare la libertà e le diverse forme di partecipazione: cosa intendiamo per “paradigma”.
- Spostamento da azioni spot a cambio sistemico: può essere interiore (personale) ed esteriore (sociale). Da “lotta” a linguaggi di cura.
- Abbandonare la retorica bellica (“lotta, nemico”): a favore di unione, flusso, giardino comune; obiettivo: bene condiviso.
- Individuo, relazioni, coerenza: il cambiamento parte dall’individuo, poi dalla famiglia/comunità/quartiere; coerenza tra valori e pratiche quotidiane.
- Domanda: si può cambiare da soli? Utilità delle relazioni VS percorsi individuali (ascetismo, cura di sé).
- Economia, bisogni, abitudini: l’economia può frenare, ma il nodo sono i bisogni indotti e le abitudini; proposta: tornare all’essenziale, sperimentare gesti collettivi (es. tempo donato invece di regali).
- Natura come soggetto: rimettere la natura al centro dell’attenzione; considerare i diritti della natura e la rappresentanza dei non umani.
- Ascolto/ecologie sonore: spunti da soundscape ecology; la tecnologia come ponte.
- Accessibilità e giustizia quotidiana: esempi concreti sono disabilità/persone fragili esclusi dall’accesso ai servizi.
Domande chiave emerse
I punti cruciali del processo hanno generato quindi dubbi, confronto e domande. Domande che non richiedevano necessariamente una risposta puntuale e immediata, ma che avrebbero rappresentato un quesito comune intorno al quale stimolare riflessioni pubbliche. Ecco l’elenco delle domande emerse:
- È necessario essere tutt* per cambiare tutto? Oppure basta rappresentare bene le differenze?
- Cos’è il paradigma che vogliamo cambiare (interiore/esteriore, locale/globale)?
- Si può cambiare senza lottare? Quale lessico alternativo adottiamo?
- Quali bisogni possiamo eliminare/riordinare per stare meglio come individui e comunità?
- Come dare voce a chi non ce l’ha (persone con disabilità, comunità indigene, non umani)?
Posizioni e consensi
Dagli argomenti emersi precedentemente il gruppo ha sviluppato un percorso di analisi e dibattito, arrivando a maturare punti di vista e posizioni che riassumiamo come segue:
- Rappresentatività > totalità: puntare a processi inclusivi, non all’adesione di “tutt*”.
- Linguaggio non bellico (ed es. “lotta” e orientato al bene comune.
- Centralità dell’ascolto (di sé, degli altri, della natura) e della coerenza personale.
- Creatività pubblica: i poster come micro-innesco della riflessione cittadina.
Frasi per i Manifesti
Al termine del processo il gruppo ha prodotto le bozze dei manifesti con le relative frasi chiave, riportate di seguito:
- LA CASA C’È; TE NE PRENDI CURA?
- PER CAMBIARE DEVI RINUNCIARE?
- RESPIRA. IMPARA DALLE PIANTE
- COSA FARAI OGGI DI DIVERSO PER …. ?
Manifesti in Azione è un progetto che Transistor mira a diffondere in numerose realtà e territori d’Italia. Crediamo nell’arte e nella creatività come mezzo non solo per comunicare messaggi di cambiamento, ma per alimentare il senso del cambiamento stesso.